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“Andrò nelle maremme” Puccini a caccia tra Bolgheri e Capalbio

nelle lettere inedite a Giuseppe della Gherardesca e Piero Antinori  (1903-1924)

di Maurizio Sessa


pp. 368, f.to 17×24, ill. col. e b/n, cartonato, 2019
ISBN 978-88-6550-693-6
€ 28.00

Sembrerebbe ormai quasi impossibile raccontare su di lui qualcosa di nuovo. Invece capita ancora di imbattersi in documenti,  che costituiscono altri tasselli da inserire con pazienza nel mosaico incompiuto della sua complessa biografia di uomo e di artista. Il Maestro lucchese, l’erede designato del Cigno di Busseto Giuseppe Verdi, a distanza di tanto tempo, non smette di sorprendere. Se la sua musica è entrata nel regno dell’immortalità, la sua vita può tuttora essere illuminata da episodi non conosciuti, grazie al ritrovamento di lettere vergate con la sua inconfondibile scrittura nervosa, ribelle. L’artefice di Bohème e Butterfly si rivela appieno nella  corrispondenza, nell’epistolario, il «più bello – è stato scritto – più variato, più pittoresco, più affascinante che si conosca (…). Il suo epistolario è un romanzo nel romanzo della sua vita». Un capitolo fondamentale di questo “romanzo” è quello dedicato alla caccia, passione di tutta una vita, che Puccini condivise, fra gli altri, con due fiorentini discendenti di casate illustri: il conte Giuseppe della Gheradesca e il marchese Piero Antinori. Le centosessanta lettere inedite di Puccini che qui si pubblicano furono indirizzate ai suoi due compagni di battute nel corso di venti anni. Una fitta corrispondenza che porta il lettore in giro per il mondo, seguendo passo passo i trionfi del Maestro, ma anche i suoi periodi di malinconia, le sue tragedie familiari. Un romanzo epistolare alla riscoperta del Puccini più autentico che ha ben poco di romanzesco.

Maurizio Sessa, nato a Napoli nel 1958, laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Firenze, giornalista professionista, è stato redattore del quotidiano La Nazione. Collezionista di vecchi giocattoli e autografi di personaggi storici, nel 2015 ha pubblicato, insieme a Marcello Mancini, Firme d’Onore, volume dedicato alle firme di personaggi celebri raccolte dal 1888 a oggi nel Libro d’Onore del Comune di Firenze. Nel 2017 ha curato La Famiglia Fabbri. Firenze-New York e ritorno: gli avventurosi parenti degli Antinori e nel 2019 La sciabola e la zappa: Giuseppe  Garibaldi a Villa Castelletti di Signa.

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