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Incisioni rupestri della Garfagnana

incisioni rupestridi Oscar Guidi


pp. 68, f.to 17×24, 58 ill. b/n, 1992
ISBN 978-88-7246-067-25
€ 8,00

Il titolo di questo breve e modesto lavoro potrà forse apparire esagerato ed altisonante rispetto alla realtà del fenomeno descritto; potrà sembrare parzialmente errato, poiché si tratta anche di contesti localizzati fuori dagli attuali confini della Garfagnana.
Concedo questi argomenti all’eventuale critica, ma devo umilmente confessare di non essere riuscito a trovare un titolo più calzante ed espressivo.
Ho sentito il bisogno di pubblicare questo materiale essendomi accorto, dopo dieci anni di ricerca e di divulgazione archeologica, che l’argomento aveva avuto sinora una trattazione marginale, comunque insufficiente rispetto all’interesse che mi sembra possedere.
Il fenomeno delle incisioni rupestri è molto difficile da trattare e da inquadrare culturalmente e cronologicamente; per il ricercatore lo definirei un materiale «pericoloso», che più di una volta ha tradito o ingannato studiosi di riconosciuto valore.
A questo riguardo mi sia consentito riportare l’ammonimento di un compianto maestro, Paolo Graziosi: «…Dobbiamo poi, e prima di tutto (bisogna insistere su questo punto), raccomandare a coloro che vogliono occuparsi di arte rupestre di rimanere nel loro lavoro, su di un piano di assoluta razionalità, di non cedere alla tentazione di interpretazioni acritiche dei vari documenti, di non vedere in ogni ghirigoro, in ogni croce, in ogni coppella incisa sulla roccia la testimonianza di civiltà antichissime, di culture preistoriche, anche quando nulla in quei graffiti ci permette di riportarli tanto indietro nel tempo. Dobbiamo sempre tener presente che il fenomeno delle incisioni rupestri può essersi prodotto in ogni momento dello sviluppo delle civiltà umane, dal Paleolitico fino all’attualità, e questo è avvenuto in tutti i paesi del mondo, anzi in tutti i continenti, dal Paleolitico superiore in Europa, e, fuori d’Europa, dal Neolitico fino ai tempi nostri. Attraverso i millenni l’uomo ha sentito l’impulso di lasciare traccia di sé stesso, dei suoi sentimenti, della sua religiosità, delle sue emozioni e anche del suo senso estetico, incidendo le figure in forme e con tecniche molto diverse da luogo a luogo e da epoca ad epoca, passando dal realismo più vivo del Paleo-Mesolitico allo schematismo, al simbolismo e all’astrazione del Neolitico e delle età più tarde.,.»(1) (Graziosi, 1982).
Facendo tesoro di tale monito mi limiterò ad offrire al Lettore il resoconto dell’evidenza, facendo affidamento all’immagine fotografica; delle incisioni, inoltre, non verrà data una descrizione troppo particolareggiata, nel senso che non si daranno dimensioni, profondità, ecc. di ogni elemento (qualche eccezione si farà per i contesti più notevoli). Credo in tal modo di salvaguardare la leggibilità del testo e di porre prevalentemente l’accento sull’interpretazione generale, «ambientale» del contesto.

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