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Occhiatina a San Pietro e altre fughe

di Enzo Guidi


pp. 176, f.to 13,5×21, 2014
ISBN 978-88-6550-405-5
€ 13,00

Il poeta, come ha detto Caproni, è un minatore: partendo dalla propria autobiografia, scava, scava fin quando non trova qualcosa nel proprio IO, qualcosa che lo rende comune agli altri uomini. Scopre gli altri attraverso se stesso. Non sapevo perché mi fosse venuta in mente questa riflessione caproniana, mentre leggevo i racconti o, meglio, il romanzo breve  seguito da racconti in rigoroso ordine alfabetico, scritti da Enzo Guidi, ma poi ci ho ripensato e ho capito. Dunque, il denominatore comune che lega quelle storie, diverse tra loro per ambiente e intenzione è l’umorismo che zampilla da un grottesco, che si nutre di oggetti desueti di débraillé, di paradossi, di stralunamenti metafisici, di eroici furori. Guidi ha scavato nella propria ordinaria follia e ha trovato, nel labirinto dell’insensatezza, l’assenza di ogni logica e di ogni senso che poi altro non è se non la sua e la nostra radice dell’assurdità del vivere.

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