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«Dalla fabbrica alla città» Conflitto sociale e sindacato alla Cucirini Cantoni Coats di Lucca (1945-1972)

di Federico Creatini


pp. 164, f.to 16×24, ill. b/n, 2019
ISBN 978-88-6550-688-2
€ 14,00

Il saggio esamina i processi di formazione sindacale e di conflittualità sociale all’interno della Cantoni Cucirini Coats di Lucca. Sorta come società semplice nata dalla fusione tra il cotonificio Niemack (a Lucca dal 1878) e quello Cantoni di Milano, la fabbrica ha rivestito fin dalla fondazione un ruolo rilevante nella città toscana. L’analisi prende il via dall’immediato dopoguerra fino a giungere ai primi anni Settanta. È in questa fase che, anche a Lucca, il picco massimo di rivendicazionismo raggiunto dalle forze operaie inizia a scontrarsi gradualmente con i mutamenti che coinvolgono il sistema sociale ed economico italiano. È il secolo del lavoro che muta le sue forme. È l’assetto produttivo lucchese che, investito dalle trasformazioni indotte dal neoliberismo, conosce un graduale smantellamento dei suoi complessi industriali più significativi. Ciò porta, negli anni, prima al decentramento della produzione in altre province italiane, poi alla delocalizzazione degli impianti Cantoni Coats nei paesi dell’est Europa. Il volume, ad ogni modo, si ferma appena alle soglie di questa trasformazione e ci riconduce piuttosto ad un’Italia ormai estinta, operaia, riconoscibile attraverso i ricordi dei nostri genitori e dei nostri nonni. La fabbrica chiuderà definitivamente nel 2007, interrompendo così un legame storico con la città. Un legame nato nel 1904 e fondamentale nel trasformare la società lucchese nel corso del XX secolo, dal momento che la Cantoni non ha rappresentato solo ed esclusivamente un punto di avanzamento economico per la Lucchesia, ma anche e soprattutto sociale. Sarà questo, guardando al secondo dopoguerra, l’obiettivo del presente lavoro: dimostrare cioè come le forme di rivendicazionismo si siano sviluppate all’interno dello stabilimento tra il 1945 e il 1972, finendo per condizionare e coinvolgere l’intera struttura produttiva della città sul finire degli anni Sessanta.

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