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“Or si fa rossa, or pallida la luna”. La cultura classica nell’ “Orlando Innamorato”

di Cristina Zampese


pp. 320, f.to 15×21, 1994
ISBN 978-88-7246-147-1
€ 18,08

 

I rapporti che legano l’Orlando Innamorato alla tradizione cavalleresca hanno goduto di un certo interesse da parte della critica; un interesse concretizzatosi in particolare nei contributi di Antonio Franceschetti, Rosanna Alhaique Pettinelli e, recentemente, Marco Praloran. La presente ricerca si propone invece di affrontare una questione ancor più scarsamente indagata, anche se ripetutamente sollevata: quella del ruolo attribuibile, nel poema, alla presenza della cultura classica. Nessun lavoro specifico, se si esclude l’intervento di Ettore Paratore su L’Orlando Innamorato e l’Eneide, è stato mai dedicato all’argomento, cosicché gli studiosi possono confrontarsi soltanto con le indicazioni – spesso discutibili anche e soprattutto per la loro sovrabbondanza – di Gastone Razzoli (Per le fonti dell’Orlando Innamorato, Milano 1901); o meglio, ricorrere ancora agli accenni che il Rajna dissemina nell’opera dedicata a Le fonti dell’Orlando Furioso (Firenze 1900). Quelle che per fortuna non mancano sono pagine illuminanti di ordine metodologico (dallo scritto di Pasquali sull’arte allusiva alle riflessioni di Mario Fubini, Gian Biagio Conte, Giuseppe Velli, Cesare Segre sui vari aspetti dell’intertestualità), che confortano e guidano chi si accinge ad affrontare un simile lavoro di ricerca.

 

Cristina Zampese (Milano, 1956), allieva di Emilio Bigi, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca lavorando presso l’Università degli Studi di Milano. Si è occupata del Sacchetti, di Dante, di Bernardo Tasso con particolare attenzione agli aspetti intertestuali dell’opera letteraria. Collabora al “Giornale storico della Letteratura Italiana”.

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