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Esuli a Lucca. I profughi istriani, fiumani e dalmati 1947-56

profughi istriani fiumani e dalmatidi Armando Sestani


pp. 144, f.to 16×24, ill. b/n, 2015
ISBN 978-88-6550-450-5
€ 13,00

Disponibile anche in formato Kindle

La biografia, il vissuto personale e le memorie familiari rappresentano spesso la scintilla iniziale della ricerca storica. Si parte da un io, da un noi, dall’ambito privato, e si cercano risposte nel passato, facendo appiglio alla memoria, alla storia, intesa come insieme di fatti ma anche come disciplina, dotata di metodo. Questo percorso a ritroso emerge in modo chiaro e forte dal lavoro di Armando Sestani, amico e compagno di impegno civile nelle stanze dell’Istituto Storico della Resistenza, figlio e nipote di profughi giuliani che, da Pola e attraverso Taranto, hanno poi trovato a Lucca la meta finale del loro esodo.

La storia, il dolore, la lacerazione, le perdite (del paese, degli amici, dei profumi, dei paesaggi, di tutto ciò che insomma è “casa”) della famiglia Sestani, nelle sue varie diramazioni e intrecci parentali, ha rappresentato il terreno su cui l’autore ha avviato una solida ricerca storica che lo ha portato a ricostruire in modo minuzioso la storia degli esuli che, dopo il 1947, arrivarono a Lucca e fecero i conti con l’esperienza della vita in comune e con le difficoltà della inclusione sociale.

Una ricerca documentata di numeri e date, ma anche un racconto evocativo di esistenze segnate e di incontri, che restituisce alla stessa comunità lucchese una parte della sua storia recente più profonda. Un altro passo verso il superamento di quella sorta di “amnestia” che ha accomunato per decenni un po’ tutto il paese nella dimenticanza e nella mancanza di attenzione ed empatia verso la storia e il dramma degli italiani esuli dall’Istria e dalla Dalmazia.

Questo vuoto di memoria collettiva è stato pian piano colmato, anche grazie all’istituzione del Giorno del Ricordo. A livello locale l’impegno del nostro Istituto su questo terreno dura ormai da anni, sia sul piano della didattica – proprio Sestani ha alle spalle una lunga esperienza di dialogo con gli studenti lucchesi a proposito di questa storia dolorosa – che delle iniziative pubbliche.

La ricerca di Sestani chiude in un certo senso questo percorso. Incornicia quella che è una storia lucchese appunto nel contesto lungo della storia del confine orientale, usando abilmente la più raffinata storiografia sul tema. Si misura con la storia dell’esodo, degli esuli, del loro arrivo a Lucca, dello sforzo della comunità di favorire la loro inclusione, delle tensioni politiche, delle difficoltà oggettive.

Un libro importante, il terzo della collana del nostro Istituto, la storia, in questo caso, diventa così anche uno strumento per fare giustizia, alle vittime e ai sofferenti, finalmente restituiti a una narrazione pubblica. Che rappresenta anche un monito per l’oggi, rispetto ai migranti e agli esodi vecchi e nuovi con i quali la nostra comunità, che lo voglia o no, è costretta a misurarsi e mostrare al meglio le proprie qualità di solidarietà e inclusione sociale.

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