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La metrica del primo Montale, 1915-1927

di Massimo Antonello


pp. 232, f.to 15×21, 1991
ISBN 978-88-7246-038-2
€ 11,36

L’ambito di questa ricerca è circoscritto alla produzione poetica di Montale dai suoi inizi fino al 1927, ivi comprese le poesie che non hanno avuto accesso a nessuna raccolta dell’autore: gli Ossi di seppia, in fin dei conti non sono che i selected poems di quella produzione, le lezioni a testo rispetto a varianti escluse.

È questo retroscena che rende ancor più evidente il ventaglio delle opzioni metriche del giovane Montale. Se c’è un dato, infatti, di grande importanza nella prima raccolta, è proprio la ricerca metrica, il saggiare in parecchie direzioni, la continua dialettica tra forme tradizionali ed elementi innovatori: gli Ossi, nella storia della poesia montaliana, si configurano come il romanzo della formazione tecnica. Le due raccolte successive riducono progressivamente le potenzialità di quel Bildungsroman metrico, sviluppandone alcuni esiti in senso canonico e sedandone gli istinti liberatori o per lo meno extraistituzionali. Non sembra quindi azzardato affermare che la metrica delle Occasioni e della Bufera è già, e neanche tanto in nuce, negli Ossi di seppia.

Gli scopi che Antonello si propone in questo studio sono di natura essenzialmente descrittiva. Egli ha approntato una sorta di “edizione critica metrica” e una tipologia ritmico-metrica di tutti i versi, entrambe di innegabile utilità sia come semplici “banche-dati”, sia come strumenti di consultazione per ulteriori analisi. Si tratta di un lavoro in gran parte pionieristico, i cui riflessi saranno avvertibili tanto in ambito montaliano quanto negli studi sulla cultura letteraria novecentesca.

 

Massimo Antonello, nato a Cittadella (PD) nel 1966, è attualmente perfezionando in Letteratura italiana presso la Scuola Normale di Pisa.

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